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QUANDO PREMURA E SACRIFICIO PER I FIGLI MASCHERANO UN'INVADENZA GENITORIALE

 

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Può capitare che i genitori, celino dietro un eccesso di premura e di preoccupazione per il figlio, un'invadenza dei confini relazionali che non ha a che fare con la cura e la premura, quanto piuttosto con dei temi appartenenti al genitore stesso.

Ciò succede quando un padre o una madre proiettano sul figlio parti di sé, le proprie ambizioni mancate, i sogni infranti e le proprie ferite. Così il figlio avrà il compito di riscattare la vita del genitore e prenderne in eredità il carico emotivo rischiando di non  sviluppare un’identità propria.

Il bambino a cui vengono indirizzate queste eccessive preoccupazioni, si ritroverà a invalidare se stesso e a negare parti di sé per soddisfare il genitore sviluppando un senso di inadeguatezza ed insicurezza che porterà con sé anche nella sua vita di adulto. 

I ricatti emotivi generati da frasi come:

«per tutto quello che ho fatto per te», o «me lo devi», «non puoi farmi questo», creano nel bambino la convinzione che il ricevimento dell'amore dipenda dalla propria condotta piuttosto dall'accettazione della propria identità da parte dell'altro.

Questa dinamica disfunzionale verrà poi riproposta nelle relazioni future (partner, figli) creando una catena infinita che rischia di  riproporsi nelle generazioni successive.

 

Dott.ssa Paola Bellandi


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